la nostra storia

La Cantina Morone è situata nel borgo medievale di Guardia Sanframondi, comune adagiato sulla collina prospiciente la vallata del fiume Calore ed il monte Taburno, denominato anche per il suo profilo “dormiente del Sannio”. Nelle colline che digradano verso le tortuose insenature del fiume, in un territorio ancora intatto, dalla forte connotazione magica, intriso di leggende quali quelle legate alle streghe di Benevento,  Eleonora Morone e la sua famiglia hanno voluto creare un progetto innovativo ma con le radici ben salde nella tradizione.
Lo spirito del progetto è ben sintetizzato nel Logo, infatti, le radici disegnate in esso  rappresentano la nonna Berta che, ormai più che ottantenne, guarda con favore il realizzarsi della cantina perché è la realizzazione del suo sogno di sempre.
Con i sui genitori ed i sui nonni, infatti,  Berta vinificava in delle cantine ricavate nella roccia sulla quale poggia il Castello Medievale di Guardia Sanframondi. In queste cantine, in cui ancora si respira  l’odore delle botti antiche e del terreno battuto inumidito, è possibile evocare ricordi di vinificazioni ormai datate centinaia di anni e saperi dimenticati.
Pasquale, ragioniere di professione, è un  vignaiolo attento,  premuroso, quasi geloso delle sue vigne. Ha ereditato dalla nonna Berta, dopo decenni di difficile affiancamento, la conoscenza quasi palmo a palmo  dei terreni di proprietà (in un casolare tutt’ora esistente in una nostra vigna è nato il nonno), i segreti delle vigne rispettate al pari degli esseri viventi ed appellate dalla nonna “Le mie creature”. La nonna Berta è ascoltata al pari di un oracolo quando si tratta di interpretare gli avvicendamenti climatici.
Maria, con diploma di laurea di operatore giuridico d’impresa, è Direttore Amministrativo nell’Istituto Comprensivo di Guardia Sanframondi, è ottima cuoca e conoscitrice della tradizione popolare, si dedica con cura all’assaggio dei vini, alla preparazione delle degustazioni, a dettare i tempi e sorvegliare la maniacale pulizia della cantina e a dare una mano nei momenti di maggior impegno per la cantina (vendemmia, imbottigliamento, etichettatura).
Eleonora e Giovanni rappresentano la nuova generazione che ha dato spinta imprenditoriale al progetto.
Eleonora, oltre ad essere laureata in Scienza della Comunicazione e specializzata in Antropologia all’Università agli Studi di Bologna,  da  diversi anni ha intrapreso la via della cantiniera lavorando prima presso altre cantine come apprendista ed ora gestendo, grazie ai suggerimenti dell’Enologa, ogni passaggio in cantina aiutata nelle faccende più dure dal padre Pasquale.
Giovanni Morone, medico Fisiatra e ricercatore presso  l’importante centro di ricerca e cura Fondazione Santa Lucia di Roma, è  specializzato nella rieducazione della deambulazione robotica. Nella cantina si occupa della commercializzazione e dei rapporti con le  università di enologia.
A sugellare la qualità vi è l’Enologa Annamaria Della Porta, qualificata enologa di scuola toscana con un passato trascorso c/o le cantine Frescobaldi e c/o la prestigiosa cantina “il Borro” dei Ferragamo. Ha curato anche lei la nascita della cantina, ha voluto  scegliere lei  le macchine più idonee e la conformazione migliore della cantina.
In particolare: un potente impianto di raffreddamento garantisce fermentazioni lunghe a  temperature controllate. L’impianto ad azoto garantisce in ogni fase l’assenza dell’ossigeno. La pressa Bucher, plus Vaslin, vero gioiello per la vinificazione e spremitura soffice delle uve a bacca bianca, è garanzia di aromi e di profumi.

Principi di allevamento, vinificazione e caratteristiche aziendali:

  •  Pieno rispetto dell’ambiente: utilizzo di fotovoltaico per l’80% del fabbisogno;
  • La vinificazione si svolge dall’alto verso il basso sfruttando la gravità e la caduta nei vari passaggi senza apportare stress ulteriore ai delicati acini bianchi (pigiatura al piano terra, pressatura al piano -1);
  • Impiego moderato ed oculato dei legni per completare e non coprire le immense potenzialità dei nostri vini autoctoni;
  • 100% vino prodotto frutto di uve allevate personalmente dalla proprietà;
  • Assenza di antiparassitari sistemici, diserbanti ed assenza di concimazione chimica;
  • Conversione biologica che verrà avviata burocraticamente il prossimo anno;
  • Utilizzo di tappi provenienti dalla Ditta Amorim Italia che persegue una politica di sostenibilità per l’ambiente;
  • Vinificazione di uva da unica Vigna.  Pur avendo un numero molto piccolo di bottiglie abbiamo scelto di produrre 6 differenti bottiglie poiché vi sono sei differenti vigne. Crediamo fortemente che in tal modo, pur necessitando maggior costi e maggior lavoro, il vino possa esprimere al meglio le differenze del terroir ed in particolare dei vari cru in relazione alla tipologia di uva;
  • Raccolta manuale alle prime ore del mattino;
  • Vinificazione in assenza di ossigeno in tutta la filiera;
  • Limitato uso di solfiti e lieviti;
  • Cura degli arbusti intorno ai vigneti per favorire la fauna predatoria di piccoli parassiti della vite;
  • Piccola realtà in piena conduzione familiare;
  • Accoglienza familiare nella cantina con possibilità di soggiorno;
  • Dimensioni azienda ettari 4 =  160 hl vino.